martedì 13 dicembre 2016

IL PESCATORE (ANTONELLA CALVANI)




La barca era ormeggiata lungo il molo
e il vecchio se ne stava lì da solo,
seduto e assorto, col viso tra le mani,
sembrava riflettesse sul domani;
specchiava in fondo all'acqua i suoi pensieri,
ma forse rimembrava sul suo ieri.
Cullavano le onde la sua barca stanca
e lui silente rimirava quella spuma bianca,
così nell'ondeggiante moto del suo mare
cercava una ragione per farsi consolare,
come se il dondolio fosse quello di una mamma
che canta al suo piccin la ninna nanna
e il vecchio pescatore se ne stava lì incantato,
il mare nel suo abbraccio parea l’avesse catturato.
Per giorni e giorni lo vidi stare lì
seduto a rimirar l'acqua del mar così
tanto che ormai sembravano d'azzurro fusi
il cielo, il mare e i dolci occhi suoi chiusi.
Poi una mattina dal mar giunse una brezza
e mi assalì una struggente tenerezza,
corsi sul molo presa da uno strano desiderio
di avvicinar quel vecchio tanto solo e serio
perchè avevo una voglia così grande
di porre fine a tante mie domande
e di capire quanto fosse reale
quel suo legame al mar, forte e speciale,
ma quando giunsi là restai confusa
perchè il vecchio non c'era ed io delusa
alzai lo sguardo e vidi lì ormeggiata
la barca che su un fianco sembrava ora appoggiata,
non dondolava più né l'accarezzava l'onda,
restava triste e vuota sulla sponda,
mi avvicinai e nell'acqua tra i riflessi ed il bagliore
intravidi un luccicar che mi entrò in cuore:
il vecchio tra le mani aveva il viso
ed era luminoso il suo sorriso
e si era fuso con il blu del mare intenso
l'azzurro dei suoi occhi nell'immenso. AC
(da Lacrime di cielo)

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