giovedì 15 dicembre 2016

BARBARA FRACASSO

Ci sono volte in cui mi fermo a pensare alle cose che devo fare in quella giornata, settimana, faccio l'elenco mentale. Spesa, assicurazione, devo andare in posta... poi ci sono i vestiti da ritirare in lavanderia perché la lavatrice si è rotta. Ah, giusto, la lavatrice da andare a ritirare e il conto da pagare. Poi cosa c'era martedì alle 15? Dovevo scrivermelo, lo sapevo. Ora non me lo ricorderò mai. Pazienza...
Devo passare dal meccanico e poi...il caffè! Stavo scordano pure quello sul fuoco - mannaggiaame. Come quella volta che ho fatto scoppiare la caffettiera, SBAM, contro il muro e sul pavimento. Per carità! Subito mi sono girata verso di te con uno sguardo mortificato e spaventato e tu? Trattenevi le risate, maledetto! E allora ho riso anche io, con te. Quelle risate liberatorie che continuano senza motivo, ma di motivi ne hanno un milione. Perché ti ricordi di quella volta che sei caduta sul ghiaccio e ti sei congelata il sedere ma non potevi smettere di ridere e alzarti. O quella volta che ti sei arrabbiata tanto, nel profondo, dove fa male e ti colpisce la tristezza nella mente, non solo nel cuore. E allora ridi, rido con te, rido con noi. Perché è uno sfogo ché la vita a volte fa schifo, diciamolo. E abbracciami. Quando mi vedi ridere così davanti al caffè rovesciato. Perché è proprio lì che sto crollando, mi sto spezzando e contemporaneamente sto cercando di ricompormi. E allora tienimi e stringimi, ché i pezzi stanno meglio insieme magari non li perdo. Stai. Ché è proprio lì che io rischio di scappare, andare.
Contami i respiri, in modo da farli rallentare che corrono sempre quelli. Ma dove vanno. Non lo so.
Ridi.
Con me. Ché mi sento meno sola in quella difficoltà.
Ecco, lo sapevo. Mi sono di nuovo persa, basta una caffettiera brontolona e mi dimentico tutto. Dicevo?
Ah, sì...martedì alle 15. Il tempo per me.

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