lunedì 21 novembre 2016

VERRÀ QUEL GORNO (CESARE MOCEO)


Mani giunte
corrose dalla lebbra dell'avidità
ora in preghiera a chiedere a Dio
ricompense nel giorno del Giudizio
dopo aver scritto versi di bramosie
cupe e fruscianti
sulla pelle degl'innocenti
Nascosti
invisibili dietro i vetri scintillanti
della presunzione
tra le quinte della loro vita
da signori dei cieli
nella falsa dimenticanza
delle tante maschere indossate
dal loro Essere cattivo
.
cesaremoceo
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