domenica 6 novembre 2016

VECCHIO (IRIS VIGNOLA)


Vetusta è la sua vita già vissuta,
innanzi a tanti, a molti,
testimone di fatti d'epoca remota,
assistendo a eventi ch'hanno fatto la storia,
conquiste dell'umanità, nonché atrocità
e drammi ignominiosi,
purtroppo ripetuti a oltranza,
poiché la bestia umana,
talvolta, sconfitto ha la coscienza.
La resistenza a ogni spietata infamia
forgiato ha la sua forza,
nell'esistenza scorsa tra gioie e tra dolori.
Già allora l'appagava il germogliar dei fiori,
tra fili d'erba ch'odoravano di pioggia.
tra prati e campi coltivati con impegno,
nell'armonia dell'amata terra, nutrente sue radici,
la stessa dei suoi avi, ch'il sole riscaldava,
recandogli la gioia e la speme del domani.
Sulle sue spalle curve pesan gli anni,
nei passi lenti, ad un bastone poggia.
Chiamato vecchio, come fosse il nome suo,
a sguardo d'altri sembra oramai sconfitto,
arranca il suo percorso con fatica,
seppur dentro di sé gridi tutt'ora la vita,
nell'nfinito mare d'emozioni ch'ancor prova.
Rispetto per quel vecchio...
Bensì l'ignoto suo avvenir ognor trascini,
ha nel profondo un mondo di sapienza,
ch'esula dall'istruzione,
dalla cultura appresa o sconosciuta,
ma vien dall'esperienza del vissuto,
da errori del passato, sovente riparati,
da quanto amor è stato circondato
e ha contraccambiato.
Mai s'è arreso, contando sul valore di se stesso,
Scavando lentamente qualche ruga,
tra le sue mani il tempo s'è posato,,
sebbene mai si sia fermato
e abbia continuato la sua corsa.
06-11-2016

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