martedì 1 novembre 2016

TERREMOTI (FILIPPO PASSEO)

Un bottone d’oro
affilato dalla luce
taglia il cielo, 
che non ha brividi
quando un terremoto ruzzola
presepi dalle colline
con tutti i suoi angeli dalle ali impietrite
che continueranno sotto le macerie il loro sonno.
La mia gente piange sulle mani che scavano,
siamo tutti qui,
tra sirene che gridano vita.
Ma nelle vostre terre
dove un terremoto al giorno
scanna a migliaia agnellini belanti tra lupi
non possiamo venire
a dissotterrarvi con le nostre carezze,
non c’è varco tra bombe di Stati e pietraie.
La mia gente piange
per mani che non possono scavare,
siamo tutti qui e lì,
tra sirene che non possono cantare,
tra un dolore che lacrime non possono irrigare.
Più carnefice della natura è l’uomo.
La buttana tinta d’oro
guarda da lassù
e conosce tutti i peccatori.

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