domenica 20 novembre 2016

SPERANZA (ANTONELLA MORINI)


Passeggiando
come d'abitudine
in un parco dormiente
alle prime luci dell'alba,
dove l'ossigeno
che emanano le piante,
sono linfa vitale
in una città
inquinata dallo smog
e dal caos,
vidi seduto su una panchina,
un anziano signore,
curvo su se stesso,
infreddolito
dall'aria gelida dell'inverno.
sembrava stesse dormendo,
coperto solo
da vestiti leggeri,
un cappello
e il suo fedele bastone
appoggiato a quella panchina
che l'aiutavano
a sostenere
le sue deboli ossa.
M'avvicinai titubante,
un po' per paura
di una sua reazione
alquanto infelice.
Toccai con delicatezza
la sua spalla,
alzò lo sguardo
e mi disse :"finalmente sei arrivata"
io, li per li non capii subito,
ripeté nuovamente :"finalmente sei arrivata"
allorché sedetti vicino a lui
mi tolsi il giaccone
e lo adagiai sulle sue fredde spalle,
ero ben coperta,
quello era un di più.
Gli chiesi :" sai chi sono"?
Guardandomi negli occhi
rispose senza alcuna esitazione "Si!"
"Come fai a conoscermi
se non ci siamo mai visti,
incontrati,
non so il tuo nome
non so la tua storia,
almeno
per poterti aiutare
in qualche modo."
"La mia storia sta per finire,
ma la tua è appena cominciata,
il tuo nome è SPERANZA
e ti ho riconosciuta
in mezzo
a tanta INDIFFERENZA".
Antonella Morini

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