mercoledì 16 novembre 2016

ROBERTA MANZIN




(Ci sono stagioni che non ritornano, a dispetto del calendario. E sono quelle in cui la vita chiede di essere vissuta).
Mordicchiavi parole, per dissiparne l'amaro. Succhiandone -a lungo- il sapore dell'ascolto.
Mai, avresti immaginato di incontrare rimasugli di te, tra le cianfrusaglie consegnate alla paura. Lasciarti andare era, ora, l'impeto della scoperta. Rallentare, ora, ti avrebbe cacciato in seri guai. Perdendoti di nuovo.
Lei era entrata da poco nella biblioteca. Si guardava attorno come chi cerca un riparo, quando piove. Un inatteso rossore la distolse dal controllo usuale. Disarmata, si confuse tra i tomi lasciati in attesa.
Avviene spesso che siano futili i momenti in cui sguardi nomadi riconoscano il prossimo ovile.
Lui, accorgendosi di uno scarabocchio sul frontespizio della sua tesi, si avvicinò a lei che aveva un astuccio appoggiato all'altezza del cuore. Cancellare ciò che era avvenuto, avviava ad una lettura più scorrevole -e finalmente curiosi- di quell' ignoto destino.
RobertaManzin
Ph RM

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