martedì 1 novembre 2016

IL VOCIARE DI IERI (PAOLA BOSCA)

Stanza satura d'amore e memoria
nell'aria ombre e bisbigli rammentano il passato
pregno il vento di quello che fu
grappoli pieni di vita viscerale.
Le mani godono appieno di carezze andate
e ancora vorrei posarle sulla fronte di pieno inverno
come a sentirti tornare pelle nella pelle
come a sentirmi viva nelle tue ossa.
Il vociare del nuovo tempo è visita inattesa
torturo tra le dita il labbro superiore
temporeggio il presente di antica memoria
avvinghiata di nostalgia i miei passi sono indolenti.
Ingoio avidamente questo sole
riscalda le lacrime più amare
ti vedo sorridere ingorda del giorno a venire
altri cuori scaldano il ventre.
Il giorno muore nella nascita dell'altro
trascino lo sguardo verso un albero di limoni
percepisco un'allegrezza dominare l'animo
non chiedo altro a quel Dio che a volte mi possiede.
©Paola Bosca/registrata

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