lunedì 21 novembre 2016

I TEMPI DELL'INSONNIA (VLADIMIRO BOTTA)

Vorrei dormire per sognarti, stare sveglio per pensarti.
In questo spaesamento dove la clessidra è una zavorra.
Fasi solari, fasi lunari, il ciclo delle maree, questo algoritmo naturale che non ritrovo nel vivere.
Affaticato di tempo senza sogni, vaneggio nello spazio vuoto del sonno, e rimango stranito nella dimensione della veglia.
Bella creatura dove sei e dove siete volti cari, amabili, dispersi nel vento.
Tutti gli scenari, le suggestioni, gli accadimenti sembrano intruppati come soldatini di piombo, in una parata militare.
Leggevo di un azzurro definito azulena che sembra strapparti lo sguardo e che si riflette sulle tante ferite, il sangue versato che ha bagnato la terra e tinto di rosso le ginestre e e le viole.
Nel vento garrivano bandiere di riscatto, risuonavano i canti di libertà, nello sguardo l'avvenire.
In questo vento che si carica di grida, si avverte la prepotenza del crepitio di armi da fuoco.
Una distonia nell'armonia del giorno e le rosse ferite inferte, non hanno spento lo sguardo innamorato.

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