venerdì 11 novembre 2016

GIUNTO SOPRA AL NONO CIELO (IRIS VIGNOLA)


Com'in un baccello,
racchiudevan, l'ali sue, quell'Angelo caduto,
affranto, nel suo guscio.
Fors'il cielo non se n'er'ancor accorto,
che mancava al Paradiso.
Che mancava il suo sorriso.
Quelle lacrime di pianto,
gli cadevan dallo sguardo desolato.
Solitario, il suo dolore,
strano specchio del suo essere perfetto,
privo d'altro sentimento, che d'amore.
Rannicchiato su se stesso,
come fosse stato in grembo,
mai vissuto, dal suo esser un eletto,
spoglio d'ogni umana sorte,
sconosciuta, a lui, la morte.
Dolce rosa... la fragranza riportava la speranza
del giardino dei Beati,
d'ogni gaudio, profumato e di letizia,
dove ritrovar riposo, nell'empirico suo volo,
giunto sopra al nono Cielo.
3-02-2016

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