domenica 20 novembre 2016

GIOCO DI PAROLE (PAOLA SVIBEN)

Io gioco con le parole e tento di rispettarne le regole, se così non è me ne scuso ma, a mio piacere, le uso. Le sfido, mi sembra di sentire il loro grido, mi procurano un brivido, mantengono il mio pensiero vivido. A volte ho bisogno di scrivere un memo, altrimenti, che mi sfuggano io temo. Amo il loro suono, sembra che mi accolgano ed io ad esse mi abbandono. Sono musica, seguono la metrica, diventano ritmica, una danza perfino acrobatica che sa rappresentare anche la sfera onirica. Scoprire il loro significato mi ha sempre affascinato. È un tale incanto! Dopo conoscerlo può essere anche un vanto. Io avverto proprio la frenesia, mi stimolano la fantasia, accrescono le curiosità, perfino delle amenità. Le parole sono compagne preziose, mai noiose, sono rifugio, dove quando ho voglia indugio, sono complici creative, amiche attive. Sono sempre presenti nei miei momenti folli, quando sono fuori dai protocolli. Ci sono giorni in cui sembra che la mia mente sia da esse dipendente, in realtà riescono a darmi benessere ma, soprattutto, mi forniscono uno strumento per "Essere".

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