venerdì 18 novembre 2016

GIANFRANCO CURABBA

Non è un’età differita
la richiesta che fissa
un’altra città,
rastrellato il tempo
già qui possiamo comprendere
ogni istante assegnato
in rintocco prima di
annientarci in una
speranza di parole alterabili.
A priori la ragione è una
malagrazia calata nei
sentimenti dove stagionano
fanciulleschi tremori,
vaghezze di rapide fantasie.
Echi e miraggi sono saccheggi
parole recidive in un
quaderno di mutamenti dove
segni il giro di sudore con cui
ci si da senza più distinzione.
Gianfranco Curabba

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