mercoledì 2 novembre 2016

CHARLES MECCHARLES

A volte sai,
ad un sorriso m'aggrappo,
per non affogar ahimè
nell'oblio dell'indifferenza.
A volte sai
basta un distratto riso,
un leggero batter di ciglia,
un verbo bisbigliato
per lenir quel dolor
che l'anima trafigge!
Oh non son un cor ingrato,
ma non creder ch'io sia cristallo:
le scalfitture superficiali
irrobustiscono la corazza
dell'ingrato cuor che geme,
e più voce non ha per urlar ...
Come moribondo
l'insistente gemito
consuma l'orrido ade
ciò che un tempo era dignità:
lance d'ignobil ipocrisia,
spade dalla doppia faccia
e tanta cattiveria genuina,
di quella casereccia,
di quella fatta in casa.
E mi sento, sai,
ammorbato:
come un'appestato m'agito
cercando di ritrovar quel tempo
dove i sorrisi vestivano l'intimità;
mi sento sai
un somaro ragliante
che vola disperato
deriso dai suoi sogni.
Ah,
quei rimpianti canaglia
che mai m'abbadonanan
malgrado la vegliarda età!
Son
simili a strambe alchimie
che nel silenzio ti par d'udir,
quasi un richiamo,
un prender per mano …
Perchè come tutti sanno
rimpianti e sogni vanno
core 'a core con il danno
di chi s'è bevuto l'inganno!

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