mercoledì 16 novembre 2016

AMICA MIA (PAOLA SVIBEN)

Accucciata, con i gomiti sulle ginocchia, in un angolo dell'altrui vita. I piedi stanchi, le gambe pesanti di chi ha troppo camminato o è stato troppo in piedi ad aspettare. Lo sguardo perso a cercare l'orizzonte, le risa sguaiate di chi non sa dosarle, fuoriescono da un dolore da dimenticare. Improvvise si arrestano e lacrime scendono, poche, le ultime. Il tono alto cercando l'affermazione, le grida urlate in faccia a ruggire ad un agnello, scodinzolando invece a chi lentamente la sbrana. L'aureo valore gettato in uno stagno, aspettando un credito da riscuotere. Il lutto di se, dei cari, dei sogni. Il fallimento avanza, incalza, presenterà il conto. Salvati da te stessa, partorisce e rinasci. Sarai una bella creatura e presto festeggeremo il tuo battesimo.

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