giovedì 27 ottobre 2016

VOCI SOSPESE dI ELENA D'AMBROGIO

Prefazione

Conobbi Elena circa quattro anni fa e fu amicizia a prima vista. Passammo la serata in un ristorante, non ricordo bene cosa mangiammo, ma ricordo i nostri occhi che non smettevano di “riconoscersi”, ci ascoltammo tutto il tempo, felici di esserci finalmente respirate. Ci conoscevamo virtualmente e lei venne a Roma per lavoro, ci fu quindi prima un incontro di anime e poi da ultimo, noi.
Sono orgogliosa di fare la prefazione per questo suo terzo libro, per l’affetto che ci lega e perché l’Autrice ha già pubblicato due romanzi con notevole successo: “Il volo dei colibrì” edito da Ananke e “Un camaleonte gentiluomo” edito da Araba Fenice. E’ la volta, di un libro di poesie in prosa, una sfida nuova per Elena, convinta a suo tempo di saper scrivere solo narrativa.
Nei testi troviamo un’eleganza di stile e una semplicità, dove il lettore può trovarsi a proprio agio, senza sentire il disagio di chi non ha compreso e tuttavia curioso di andare fino in fondo. Perché lei, nei suoi testi affronta qualsiasi argomento di vita, dove tutti noi possiamo ritrovarci, l’amore, la passione, il dolore, la rabbia, la devozione, tutti sentimenti che ci accomunano e ci rendono simili.
Non teme di mostrarsi a cuore aperto:
“A volte mi ritrovo a girovagare dentro di me
indisturbata volteggio tra le sensazioni
I pensieri prendono forma
invento di nuova memoria
li adagio sul cuore che sorride
si stiracchia
trova pace
finalmente mi dà tregua”.
Come non teme di urlare al mondo l’amore puro, dove l’inganno e il peccano si inchinano sopraffatti da tanta forza:
“Entrò dapprima una luce
fragorosa come un boato
 dolce come un canto.
La veste bianca reggeva un sorriso esclamativo”.
Parlare di Elena, significa non smettere mai, una donna impastata di emozioni pure, che ha tanto da dire e tanto da donare. Leggerla, leggere i suoi testi significa letteralmente viverla e poi ancora amarla. E ancora, restare sospesi in un vulcano di sue trepidazioni.
Ed io, sono felice di ascoltare il suo canto.

Paola Bosca.
Direzione Editoriale
I rumori dell'anima

ass.irumoridell'anima@gmail.com

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