venerdì 28 ottobre 2016

VLADIMIRO BOTTA


Airone che voli sofferto in un cielo vermiglio.
Airone che plani sui resti di acciai bruniti, attraversati dal silenzio.
Airone che nelle ali hai ancora il mare ora vivi nei deserti paesaggi urbani.
Airone che con indolenza invano scruti la linea fosca dell'orizzonte.
Airone che agiti con un fremito le ali in lontananza strie di fumo, piccoli incendi.
Airone che con uno striduo acuto spalanchi le ali e con la tua ombra ultimo schermo proteggi una pozza d'acqua e fango.
Airone dal piumaggio bianco e dal corpo cenere vola ancora verso il tumulo ove l'umanità ha seppellito la speranza e soffocata la ragione.
Airone fammi compagnia mentre resto a contemplare il tramonto di un sole malato di malinconia.

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