martedì 11 ottobre 2016

VLADIMIRO BOTTA

 
Un bel gatto dal pelo fulvo con balzi rapidi scansa gli acquitrini.
Cade la pioggia e la luce di un bianco sporco la riflette nei rivoli.
Le mura dagli intonaci scrostati s'inzuppano di umidità.
Si scorge qualche ombrello che ondeggia pigro per aria.
Qualche richiamo, qualche voce, spezzano l'abulica tranquillità di un meriggio che scivola verso il crepuscolo.
Dietro ad una finestra in alto, il nasino schiacciato di un bambino che con la mano pulisce il vapore acqueo sul vetro.
Nel suo sguardo ancora i colori dell'estate.
Si accendono i lampioni in un alone giallognolo.
Si sente il caratteristico rumore di una corsa e poi s'ode la risata di una ragazza.
La vita riprende in una macchia di colore e una scia profumata.
Una brezza soffia e sgombra il cielo.
Anche così è autunno.

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