lunedì 3 ottobre 2016

VLADIMIRO BOTTA

Effervescenze di ottobre, un vento caldo che confonde le stagioni, ma non imbroglia il mio umore.
L'appariscente è sempre in prima fila, guarda al tempo e il suo scorrere una percezione di stasi infinita.
I miei promontori, quei cucuzzoli di monti che separano un paesaggio banale dall'infinito desiderio di te.
Trascino il mare dentro a colline di polvere.
Conchiglie che gemono memore di danze erotiche.
Sei più sinuosa delle onde che serpeggiano la frastagliata costa.
Mi piace quando sormonti schiumosa il piacere.
Mi piace quando il fragore del desiderio si schianta all'unisono con l'onda sulla battigia.
Rifluisco dopo essermi incuneato nella profondità del tuo essere donna.
Ogni volta che avanzo mi marca a fuoco il ferro del ritirarmi da te.

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