martedì 18 ottobre 2016

UN NUOVO GIORNO (OTELLO SEMITI)


Come se non bastasse,quel giorno cadde pure la neve,era ormai un inverno totale.
Anche la poca luce che si intravedeva sembrava giallastra,come quella di una candela.
Attraverso quella finestra gli occhi lasciavano morire gli sguardi verso il muro che lontano delimitava la vita,così i pensieri morivano ingozzati di cupidigia.
Pettirossi saltellavano in cerca di briciole,un uomo ed una donna saltellavano d'amore.
Quel tempo era infinitamente stanco,non passava mai,si confondeva con i bianchi fiocchi,andava di vento verso un volto,che cercava disperatamente di passarvi dentro,fuggendo,come se dovesse nascondere un implacabile dolore.
A fatica le gambe si fecero strada sul manto, uno zizzagare tipico di un ubriaco era il segno e quella luce negli occhi era un giallo spento,anzi giallastra.
Mi chiesi se gli occhi erano la finestra di quell'anima,visto che il sogno ormai non abitava più nell'albergo della tua mente,era tutto un offuscamento come se la nebbia regnasse sulle tue paure.
Che fare?Continuare a tracannare quella schifosa bottiglia,oppure quella schifosa vita?
Forse erano entrambe strade sballate,ma la bottiglia la spacchi,la vita la perdi.
Ultima soluzione era spalare la neve,tanto per non pensare,per riscaldarsi e diradare quelle maledette nebbie,poi chissà forse anche quel muro per poter tornare a guardare lontano.
Fù così che nacque un nuovo giorno e quella nuova emozione era di nuovo vita.
A volte molte cose non si capiscono se non dopo aver spalato una buona quantità di neve,diradato nebbie fittissime,rincuorato anime perse lanciando via i ma,i se,come sassi nello stagno.
A volte si vivono molte vite in una madre vita,ma tutti i percorsi sono emozioni infinite.
...17/10/2016...
...l'otello...sem
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