domenica 16 ottobre 2016

SEPPUR TU SOLITUDINE (HORION ENKY)


Dal vento mi son fatto spogliare della solitudine,
fredda compagna che immobile sta a guardarmi
in questi giorni a fosche tinte d’autunno
allorché chiede d’abbracciar un inverno che sta per venire.
Nuovi giorni, dove il buio ne diventa sempre più padrone,
pallido e inconsolante diventa sempre di più il sole
soffocato dalle nebbie con il loro grigiore.
Madre Terra Santissima, anima del mio cuore
che doni il nutrimento a questo mio materiale corpo
assoggettato nel dover vivere di gioia e di dolore,
funestato è talune volte il mio passo,
mentre inciampo su di un ostacolo messo per saggiare
la mia forza dall’inesorabile destino.
Seppur tu solitudine, sembri soffocar i miei sogni,
al contrario mi dai il tempo e forza per pensare,
per guardarmi dentro e ogni cosa analizzare,
per capire s’è giusta oppur sbagliata,
prestar attenzione alle mosse mie che andrò a fare,
per non cader vittima e diventar burattino
mosso da occulti fili dal viscido uomo meschino.
Così non baratterò il bicchiere del nettare d’amore,
conquistato con la tenacia e il sudore
nei giorni dell’abbondanza al fine della mia meta,
tanto sole ricco di luce e calore.
Agognata estate te ne sei andata,
lasciandomi da solo con tanti ricordi
che richiamo dal cuore per portarli alla mente
via diretta per il calvario dove tutto nasce e poi muore.
Horion Enky

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