martedì 18 ottobre 2016

PROFUGO (ROSARIA STORTI)


La incontrai una mattina
sbarcando da una nave,
ci guardammo negli occhi
e più non ci lasciammo.
All' inizio solo sguardi
e neanche una parola,
ci incamminammo insieme
con un pensiero solo.
Camminammo per ore,
incrociando a tratti gli sguardi:
era già nato nel cuore
ciò che era un amore.
Io le presi, timido, la mano
e lei, con trasporto, lasciò fare
unita a me già da un sentimento
che era esploso, così, in un momento;
ma io avevo il pensiero
alla mia amata terra
un paese lontano e sempre in guerra;
avevo davanti agli occhi allucinati
macchie di sangue sparse per le strade
e nell' aria inquinata urla e lamenti:
le trasmisi, con lo sguardo, la malinconia
che mi portavo dentro, e nostalgia
pensando alla patria mia lontana
dove avevo lasciato tutto ciò che avevo
e per la quale avevo fatto ciò che potevo.
Lei mi scrutò e lesse nel mio cuore
tutte le mie pene e il mio ardore,
capi'che volevo tornare
da dove ero venuto,
ritrasse, piano, la mano
e mi lasciò in un minuto.
R.S.#. ( 22/02/2013 )

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