domenica 30 ottobre 2016

FRANCESCO DI STEFANO

Piazza vuota e desolata
nelle prime ore del mattino
il silenzio rotto solo dallo
scroscìo provocato dalla
ricaduta dell'acqua della
fontana e da quello umido
dei ricordi di gioventù.
Stò per andare via e lo
vedo il cane, pelle e ossa.
Si avvicina lentamente, così
come si avvicina a lui la mia
mano per una carezza. Argo,
mormoro piano, ma lui si
scansa e corre via senza
degnarmi di uno sguardo.
Il cane infatti non è Argo
ed io non sono Odisseo.
FDS

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