sabato 1 ottobre 2016

DINANZI A SE (OTELLO SEMITI)


Dinanzi a se aveva uno specchio,in quella stanza dove posava
la sua stanchezza,la figura che si restringeva dentro una fioca luce, che in risalto poneva il suo lungo peregrinare.
Improvviso il suo pensare si voltò verso quel sogno che tanto lo
assillava, voler essere un uomo perchè in fondo lui ha sempre
creduto nel suo essere bambino.
Nello specchio si illuse di essere un tale,ma dove cominciare?
Dove andare per capire cosa potesse servire?
Iniziò guardandosi le mani,rugose,stanche,un poco nere sotto
le unghie,non per sporcizia, ma per la mal curanza,quella giusta trasandatezza di un uomo di mezza età.
Le domande erano assillanti,tanto che la testa sembrava volare.
Come era un uomo?Come lo si diventa?
Cominciò a confondersi.
Onestà,sacrificio,lavoro,abnegazione,rispetto,disponibilità,cose
a cui prima non aveva mai pensato,mai minimamente sognato
di porsi certe domande,poi forse l'età diventa riflessione.
Ma il suo discorso con lo specchio e le mani non portava altro
che una sperduta distesa di confusione.
Era come se di nascosto il suo specchio si fungesse psicologo,le
sue mani quella nuova mente che gesticolando spiegava logicamente quelle sue domande.
Stava forse impazzendo,o era la logica conseguenza di una vita
diciamo spericolata,o il riscoprire che in fondo in lui viveva anche una piccola anima che lo rendeva un normale.
Le mani continuarono a discutere,il volto in silenzio ascoltava,
vedeva i gesti,di volta in volta cambiava espressione tanto per
approvare o dissentire.
Lui in fondo non sapeva giudicare se stesso,forse come ognuno
di noi,non riusciva ad essere obbiettivo si dava della parte.
Improvviso lo specchio sembrava parlasse ad alta voce ed
imbecillando il tale metteva in discussione quello che per alcuni può essere basilare.
Era una resa dei conti tra se e sestesso.
Improvvisamente quelle parole capirono il loro significato,in
fondo aveva scoperto l'onestà,il sacrificio di ascoltarsi.
Era come svegliarsi da un lungo letargo.
Tolse quella patina dallo specchio,l'acqua nella doccia correva,
travolgeva, come un fiume in piena,quei pensieri,lavava quelle mani, quella testa,quel corpo dove un poco di rughe dettavano
il tempo.
Basta essere portatori di sani principi per essere adulti uomini,
oppure serve rispettare i valori,se stessi, gli altri e le libertà che ci restano ancora per far si che si cresca e non si muoia,il
perenne gesticolare faceva intendere di si.
Dinanzi a se c'è sempre uno specchio e sempre un viso.
Dinanzi a se c'è sempre il tempo.
Dinanzi a se c'è sempre una svolta.
Dinanzi alla voglia di vivere le mani si unirono in una stretta
che apparve scontata e banale.
Dinanzi a se vide un uomo con quei pochi capelli colorati male
si lavò le mani capendo che ormai tutto era normale.
...ADDI' 30 DEL MESE DI SETTEMBRE
...ANNO DOMINI 2016
...L'OTELLO...SEM

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