giovedì 29 settembre 2016

UN SORSO DI VITA (OTELLO SEMITI)


Di solito in quella piazza si radunava una piccola folla onde
spettegolar delle cose altrui e anche ironicamente delle proprie. 
Quel giorno di festa era ancor più numerosa,si sguatterava del
poco o tanto di una settimana ormai andata.
La messa era da poco terminata e tra strette di mano,pacche sulle spalle e qualche buffettino si aspettava il pasto della mezza.
Donnette e signorine lustravano gli occhi di impavidi omini,
che smorfeggiavano a seconda del gradimento.
Era un sorso di vita,quel loro personale modo di etichettar di beltà o di bruttezza,o meglio,uno sport alquanto preferito, tanto che qualcuno apostrofava anche la propria moglie scambiandola per altra da lontano.
La domenica si sa è diletto prender per il bavero e far di scherzetto,specialmente in un paesotto dopo esser stato a confessar qualche piccolo misfatto,dopo la liberazione uno si
appaga ed è pronto a giudicar quel che non è se stesso tanto il
peccato è libero adesso.
Un sorso di vita erano quei giovanotti che corteggiavano con lo
sguardo una bella donna che transitando donava il fianco allo
sguardo,così tanto da lasciar di scia lo sgomento.
Regina pareva del portamento nascondendo così il suo tormento, quello di essere una donna a pagamento.
Si sa in un contesto dove l'amore si dona per sentimento ognuno si schermì donando un appellativo del momento,
tanto per sembrar grande in quel paese dove tutto era banale
e un poco scortese.
I giovanotti avevano il loro bel da fare per non lasciarsi andare
anche perchè tutti in quella scuola vollero andare per finalmente conoscere l'amore.
La piazza era la regina di quel corso che del paese disegna il dorso,come tutte le strade antiche offriva il sampietrino come
stile di facciata, era una gran fatica reggere il passo e quella gente un poco impoverita di quelle idee che non ti cambiano la vita.
Un gesto colpiva il vedere,quella massa di pecorelle donava un
soldo ad un mendicante ed un nugolo di insulti ad una che non
aveva un bel niente donava un'ora importante.
Un sorso di vita era la commedia della domenica, si replica
ancor quell'atto la sola differenza e che non passan più quelle
signore e credetemi è una noia mortale parlar solo di un pallone,di un fuorigioco fischiato male,di un rigore,di un uomo
che muore.
Un sorso di vita era allora fischiar dietro alla signora,anche se
a volte si rischiava di finir preda di una bella ombrellata.
Un sorso di vita era una nave, solcava il mare di un desiderio,
di un momento che non dimenticavi,anche per la triste paura
ed inesperienza che avevi.
Un sorso di vita oggi lo bevi in un caffè,mandi giù un ricordo
tanto il sampietrino non c'è più.
...ADDI' 28 DEL MESE DI SETTEMBRE
...ANNO DOMINI 2016
...L'OTELLO...SEM

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