mercoledì 21 settembre 2016

STEFANO ZARAMELLA




Guardami. Ho ancora tra i denti quella calda e grigia cenere
dell'amore che il tuo silenzio snobbava come degenere,
mentre io cercavo solo di zittire i confusi bisbigli del tuo ieri
affinché non ci fossero tra noi ne carceri ne prigionieri.
Guardati. Hai ancora quelle menzogne che si ripetono
sulle tue sopracciglia e ogni capriccio ormai è monotono,
mentre le tue mani cercano di coprirti dal nuovo sole
che il cielo ha coinvolto con le nuvole nel fare capriole.
(S.Z.)

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