domenica 4 settembre 2016

STEFANO ZARAMELLA


Mi ero lentamente chinato per allacciare
le scarpe che la nascita mi ha fatto indossare
e mi accorsi così che il selciato cui appoggiavo
era di pietre scagliate e di critiche cui ero schiavo.
Fu così che il remoto scavò salino il mio viso
per poi dissetare quel pavimento a mosaico interciso
da piccoli fiori e rinnovati germogli
che vorrei raccogliere per riempire il portafogli.
(S.Z.)

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