giovedì 1 settembre 2016

STEFANO ZAMARELLA




Ho guardato il tempo a cadenza maniacale
nonostante ormai il mio orologio sia conventuale
per non arrivare ansimante e sudato in ritardo
al mio turno come uno sprovveduto baro d'azzardo.
Volevo scalare la torre sollevata dalle tue certezze e verità
ma le mani sanguinavano sulla parete per la sua abrasività
così le ho fasciate con cortesi e razionali chiarimenti
per riuscire a colmare tra noi l'assenza degli accenti.
(S.Z.)

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