lunedì 5 settembre 2016

OLTRE IL SENSO (FEDERICA SCEDANI)

Sono la mendicante all'angolo della strada,
quella lurida e posticcia figura
che a guardarla 
ti evoca il senso di misera compassione
in uno spontaneo ribrezzo.
Sono la zingara sciancata,
furtiva ti afferro la mano,
e farfuglio inutili verità
ammagliatrici in nuvole di sogni.
Sono la closchard
dal puzzo nauseabondo,
annuso la fragranza
dei tuoi miseri resti,
con una lacrima al volto
di sincera gratitudine.
Sono l'extracomunitaria,
scampata alla follia
degli uomini,
approdata nella terra
dove incedere scalzi
è una maledetta bestemmia nera.
Sono la storpia sul sagrato
con la sua latta in centesimi,
danzo in ofide movenze,
sfiorando la virtuosa suola...
Sono la baraccata
con i cartoni appresso,
per una panchina
di focolare normalità.
Sono la demente,
dall'ebete sorriso,
senza fottuto istinto
di un cambio direzionale,
che esala urina.
Sono la baldracca,
faccia gualcita dal colore,
gambe come stampelle,
cadenzano il tempo
nella notte per i goderecci istinti.
Sono la donna
che accogliesti sull'uscio,
sorriso smagliante,
occhi maliziosi,
con un'idea appesa alle labbra,
meravigliosa idea...
ma tu,
non te ne accorgesti.

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