sabato 17 settembre 2016

IL GIOCO DI SFIORARE I COLORI (VLADIMIRO BOTTA)

Cieli striati, macchie di azzurro e il verde che appare.
I tetti dalle tegole spioventi lavati dalla pioggia.
Nastri di asfalto che mi portano in luoghi estranei e familiari.
Quanto sereno e quante turbolenze, ombre appaiate, disegnate con gli acquerelli.
Noi siamo a distanza di voce, ad un passo dal toccarci le mani, rami di corniolo resistenti, elastici.
Settembre non è per nulla calmo pure se adagiato nella sua luce d'oro.
Di questo mese solo l'aspetto, la tonalità, il sapore, il rumore, il sorriso, il silenzio mi conducono su i sentieri che assieme abbiamo calpestato nella ferocia del sole di agosto.
Non siamo rondoni che tornano al nido sul calare della sera.
Noi siamo una nidiata unica, casa nostra è dove siamo.
Tutti assieme nessuno escluso, nel mentre una voce ci chiamava a rientrare la sera e tu ancora una corsa, in cerca dell'ultimo colore di un gioco senza fine.

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