lunedì 26 settembre 2016

CONTRADANZA (BRUNA CICALA)




Profonda.
La voce ritorna ancorata al buio
e rimbalza tra le pieghe dell’anima,
si dimena nelle lenzuola intrise
si libra e ricade come un carillon sdentato
sull’ultima nota stonata.
Leggera.
L’aria si riempie del sentore
di un arrivederci dell’imprevedibilità
che ti strappa dal sogno dell’irreale
tra petali sfogliati di margherite gialle
rabbiosamente innocenti.
Satura.
Corre la notte degli amanti
tra le spire di una danza a distanza
tramandata nella memoria stanca
di una puntina sul vinile d’annata.
Struggente conturbanza.
©bruna cicala/R
https://youtu.be/kTZ2NXtD-AU

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