domenica 28 agosto 2016

VLADIMIRO BOTTA

Ad inseguire nella notte tra la brace accesa il vermiglio della tua bocca.
Scottarmi le dita, trasalendo perso sulla tua pelle.
Occhi socchiusi e ombre di odalisca che danzano sulle pareti della tenda.
Cielo punteggiato da gocce di luce che spiovono su i fiori del deserto.
Veli colorati, esili infilati tra cactus che segnano i tuoi passi.
Le palme che proiettano ombre, le dune sagomate dal vento e i pensieri che sagomano il tuo corpo dissolto nella memoria.
Albeggia, la notte si ritrae, il cielo venato di tenero rosa spia crudelmente un nuovo giorno senza di te.

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