giovedì 4 agosto 2016

VENTO (ANTONELLA CALVANI)




Vento che nasce,
vento che s'alza,
vento che cresce,
vento che impazza...
Si leva il vento
in sibilo grande,
sembra un lamento,
che sempre più espande.
Della campana
l'eco lontano
già si dipana
in un battere piano,
s'ode il rintocco,
pacato risponde
allo Scirocco
che scuote le fronde.
China la testa
all'impeto ardito,
ogni chioma, mesta,
del vento agguerrito
e nel chiassoso
di foglie vibrare
senza riposo
è la voce del mare,
sciaborda l'onda,
la riva sconquassa,
batte la sponda,
va indietro e ripassa.
Vento che soffia,
passa e scompiglia,
vento che infuria,
s'intreccia e s'impiglia...
Tra spighe s'insinua
del grano che ondeggia,
la corsa continua,
il vento volteggia.
S'infrange sul colle,
il crinale gli gratta
e ancora più folle
sul dorso s'impatta,
inizia una danza,
fa un mulinello,
non ne ha abbastanza
e qui inizia il bello:
si piega, s'inchina
come ammaliato,
dalla collina
pare domato,
il profilo ne trova
e in un guizzo d'audacia
la bocca le scova,
l'avvolge e la bacia...
Vento che spira,
vento che vaga,
vento sospira,
il vento... si placa. AC
(da Sogno d'infinito)

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