giovedì 18 agosto 2016

SERE (OTELLO SEMITI)

In fin dei conti mi piaceva giocare
non sapevo che fare e se il mare avesse sapore,
però volevo volare per essere non uguale,
ad un possibile tale,
ad un essere diverso forse da amare.
Poi diverse sere a sperimentare
per capire se c'era in me un possedere
quel cattivo desiderio
per essere spregiudicato tanto da bere il mare.
Sere passate ad assaporare sconfitte sterminate
mentre anche le farfalle mordevano la pelle,
nel delirio il riso sbeffeggiava
la mano implorava,
la bocca ansimava,
lorde improperie spezzavano arie,
la sere infinite rompevano anime.
Le sere lorde di minuscole mondezze
pannacci spasi al vento,
la fame ed il lamento,
il tetro sguardo lungo la via del silenzio.
Che sarà di me?
Polvere o alcool?
Entrambi nel miscuglio?
Nelle sere delle morti viaggiavano avvoltoi
dalle carcasse rubavano i soldi,
non potevano quei bastardi rubare i sentimenti.
Dai lucubri fucili uscivano le vite,
chissà perchè non morivano le idee
di quelle mani lorde di bestemmie e niente poi,
non contano le imprese
tutto ora tace la notte dona pace.
...17/08/2016...l'otello...sem

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