sabato 20 agosto 2016

ROBERTA MANZIN




Una lama di luce trafigge il nome che fa da eco nel grembo che implode lentamente, ogni giorno. Lei non ha più fiato. Solo le apnee solitarie la illudono di una quiete irresponsabile. Immaginare le ore di un diurno abbagliante le trattengono il diario alla pagina del sogno. E scrive. Scrive di frattaglie di sapori e odori. Di dialoghi e monologhi. Di fatiche e perle raccolte. Coltivate nel fondo del cuore di armonie sognanti.
Tu c'eri. Pesantemente rilassato sul granitico dubbio di un risveglio rigettato.
RobertaManzin
Ph Unknown

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