domenica 14 agosto 2016

ROBERTA MANZIN




La finestra surrealmente chiusa. Alambicchi colorati si apprestano a conservare sortilegi contro natura.
Mentre il vento lecca disordinatamente increspature di un'anima appesa tra un balcone e il futuro.
Diradano voci confuse. E odori indispettiti, stagnano tra le crepe protette.
Il fandango brucia le radici di instancabili tormenti.
Lei guarda. Una scena a pezzi. Pazza. E nel nulla del disincarnato, gioca d'azzardo. Sprecando l'ultimo asso di un'estate al tramonto.
Il volo anticipa tempeste.
Il volto disillude sentenze.
Viaggiando assente.
RobertaManzin
Ph RM

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia il tuo commento