mercoledì 17 agosto 2016

PERCEZIONI (FRANCESCO ROMANO)




E ora potremmo lasciarci dietro la paura
d’essere amorfi in mezzo alle stelle
perché il silenzio fu rotto da battiti d’ali
di gabbiani affamati in una discarica,
e mi bagnai delle loro lacrime di fame.
Il cielo è grigio del loro furore
mentre l’azzurro riempie gli occhi di sazi rampolli.
Una mano alzò l’universo dalla sabbia d’Israele
e i nemici rimasero attoniti da quella purezza
distinti come vessilli d’armigeri nemici
sfiorati dallo stesso vento che li rende vivi.
L’aurora mi sorprende spesso a tacere
ma i miei occhi fissano lo stesso sole
sopra la testa di un muslim d’Arabia
e nulla occulterà la sua luce
se non la notte per tutti e due.

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