mercoledì 31 agosto 2016

OMBRA DI ME STESSA (PAOLA BOSCA)

vomito dolore su ogni pietra che mi guarda
in punta di piedi passo sulla mia vita 
ombra di me stessa
in bilico
sospesa
ansimante
scrivo a mio padre le sue dimenticanze
firmo le mie lacrime.
cerco tra le carte l'indirizzo di quel Dio supremo e superbo
forse raccoglierà qualche pezzetto di me per metterlo tra le sue braccia.
o forse ancora sarò disapprovata
condannata
censurata.
in punta di piedi passo tra un patimento e l'altro
davanti allo specchio sfioro appena il mio sguardo
mi ripeto quel ritornello che da bambina faceva scoppiare il sorriso
nei giorni che dal cielo pioveva inchiostro nero.
vado a trovare mio padre
ci sono fiori freschi a colorare la sua tomba
come se anche lì dovesse regnare l'ordine
per accogliere gli ospiti.
forse è più dignitoso piangere tra il profumo delle corolle.
il suo sguardo profondo e severo offusca la foto
la mia preghiera brama una sua parola.
firmo il mio abbraccio.
torno in punta di piedi nell'ombra di me stessa.
se solo lui sapesse
se solo lui sentisse
non ci sarebbe nessun Dio a tenerlo impiccato in una corda di gelo.
©paola bosca/registrata

(edita nel libro "ChiaroScuro nel vermiglio"

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