lunedì 29 agosto 2016

CHARLES MECCHARLES




Assettàti, possibilmente …
Sul proscenio della piazza
appollaiati sul terrazzo lassù
in quel mondo tutto loro,
dove la pagliuzza è l'omertà
e il trave l'onestà sconosciuta,
ridono sparlando del loro gregge
che pascola laggiù nella piazza!
Han piccoli occhi porcini
sui lucidi volti rubicondi
scuri in viso dal sol lucente
ma di malvagità tinti l'animo
in quel sorriso perenne e falso
che par viscido rimbrotto,
su ventri obesi di malignità
che sobbalza ad ogni sghignazzo.
Se dell'anima chiedi conoscenza
t'infestano con futili santini
con subitaneo segnar di croce;
se per far l'uomo
occorre vender l'anima,
per far una fimmina
quattro ne devi vendere:
sempre che amor non rida,
dacchè nell'odio l'amor è l'intruso!
Attori tragicomici d'antiche farse
ingrassando l'ottusità del pavido gregge
favoleggiano eterni voli di gloria
che nel rosso dell'alba svaniranno.
A ben veder
paiono pupi:
che muovon le fila
d'altri meno pupi …
nell'infinita ricostruzione della paura!
In quest'isola
dall'acqua fetida e melmosa
costruir è l'arte di babele:
nulla puoi veder se sogni,
nulla puoi saper se voli.

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia il tuo commento