martedì 2 agosto 2016

ANTONIO DELLA RAGIONE


Resterei ancora qualche istante sotto le lenzuola dei tuoi respiri
affinché i tuoi occhi potessero lavarmi di quell'acqua profonda e
le tue ossa, come sciabole puntate al collo,
impedirmi d'abbandonarti nell'ora della nascita.
Divorerei il pane di quei muscoli,
mi ammalerei per riavermi sul tuo grembo di madre.
Mi ritroveresti a giocare con i nostri amori,
come un bambino in mezzo a loro.
a.d.r.

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