mercoledì 27 luglio 2016

VLADIMIRO BOTTA

Tra le cime della tua tempestosa sensualità, vorrei navigare nei tuoi fondali.
Tra alghe e cavallucci marini intravedo i tuoi capelli sparsi, le gambe nude.
Una sottile striscia corallina nello splendore del colore rivaleggia con i tuoi capezzoli.
Una seppia presa dall'ammirazione si mimetizza sulle tue tonalità.
Riemergi gocciolante, luccicante di sale, birichina e indolente ti offri al sole.
Ti guardo, mi mordo le labbra, sento lo scorrere del sangue, è già tanto bello guardarti, pensare di averti mi stordisce.
Per distrarmi fisso l'orizzonte, il sole ti bacia la pelle e io mi brucio al sole.

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