lunedì 4 luglio 2016

L'ANIMA CHE SI ASCOLTA (LIBRO) di GIUSEPPE SPADERA

Prefazione
Gli stessi versi iniziali dell'autore introducono il lettore nel suo universo poetico. Un meraviglioso viaggio sulla via della ricerca di purezza e armonia, nella contemplazione silenziosa dell'anima che tutto desidera trasformare in poesia (…)<<ricetta di un piatto prelibato in cui gli ingredienti, meticolosamente mescolati, soddisfano le esigenze dei palati anche più sofisticati>>, dove la ricerca dell’opera d’arte della vita è solo l’inizio di un cammino verso un approdo inaspettato: quello di luoghi dell’anima fatti di consapevolezza e incanto. Consapevolezza del tempo che scorre inesorabile e traccia la via dell’uomo dalle sue origini, incanto per la voglia di donarsi e cercare amore pur nel disincanto delle cose perdute e nell’affanno dei giorni. << quell’allietato naufrago, /disperso tra le vaganti note, di estasianti sinfonie, /nell’incantevole silenzio dell’anima che si ascolta>>.
I luoghi vissuti fisicamente si specchiano nello spazio mentale e, attraverso la versificazione, ciò che non può durare, ciò che è effimero e fugace, ricorre alla natura come elemento neutro, dove attenuare malinconie, riconoscere un’improvvisa luce che si accende, come un faro a intermittenza un po’ velato di malinconia per le occasioni perse ma che non teme lo sguardo del poeta, pronto a riaccendersi in un arcobaleno. << Quell’angolo di cielo/sempre fuori dal mondo, /un pezzo di paradiso/tra le bolge dell’inferno, /il miraggio di un’oasi che non esiste, / se non, strettamente conservato, /tra le segrete del cuore>>. La poesia diventa a questo punto una possibile risposta, una verità, l’evangelico verbo del principio, la luce che fu, lo scandaglio dell’anima seppur tormentati, consolati soltanto dall’amore. Oltre lo specchio che ci racconta come siamo cambiati. <<E ieri diventa il cofanetto/dove cercare ciò che adesso ci manca, / ora è tutto quello che ancora abbiamo/ e domani sarà il sorriso che ci sorriderà, / la mano che ci accarezzerà, / l’abbraccio che ci amerà>>.
In versi veramente “sciolti”, Giuseppe Spadera svolge sulla pagina i pensieri, in un susseguirsi d’immagini chiare nel suo poetare originale in cui la sua identità si manifesta e si ferma su parole dense di ricordi, di momenti di oblio, di riflessioni sullo scorrere del tempo, dell’inafferrabile e del non essere tutto compiuto che ne costituiscono il fascino. I versi spaziano come se volessero toccare lo spazio mentale del lettore, ogni verso è di per sé un’opera di senso compiuto. <<E con la delicatezza/di petali di rosa, /quei versi volavano per l’aria, / tenuemente a posarsi / sulla carta che li avrebbe accolti, /per cantare al mondo/del suo amore, / dove l’anima si libera/ e dove la libertà /s’incatena >>.
Insieme all’autore, ci ritroveremo nello spegnersi dei raggi al tramonto o in un gioioso mattino al canto degli elementi della natura stessa, come il palpito delle fronde o il mugghiare del mare in tempesta. Lo scorrere delle stagioni è come la nostra vita che si consuma nel ricordo di tempi felici ma protesa “Verso nuove albe, accarezzando la vita. Per rimanere aggrappato a un sogno che vola più in alto del sole”. Bruna Cicala
info: ass.irumoridellanima@gmail.com

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