mercoledì 6 luglio 2016

FRIDA KAHLO di GIUSEPPE SPADERA


Il destino aprì la porta 
che dava sulla strada
dove la sua vita iniziò il breve viaggio.
Lasciò alle spalle i sogni di bambina
per seguire i giorni da donna,
il dolore fu la pena del corpo
e non scalfi quell' anima
dolce e ribelle insieme,
che si raccontava
con colori e pennellate.
Lei dolce più dell' amore,
dura come la pietra,
amata amante non pativa il cuore,
figlio di un' anima pura,
in quel mare di fango.
E i pennelli dipingevano
le ferite sul corpo,
calpestato dal fato crudele
e il colore del sangue
non invoca pietà,
ma è il grido di una fragile donna
contro la vita più grande di lei.
Quella, con forza la respingeva
e con insistenza la cercava
le sue illusioni finirono d' illudere
e l' anello sancì la promessa
mai coronata.
Davanti al suo mondo,
sul letto che accolse quella vita
e sogni annegati,
si addormentò l' ultima volta
tra le braccia
del suo stesso dire,
" Spero che l' uscita sia gioiosa
e spero di non tornare mai più ".
Giuseppe Spadera
Tratta da L' ANIMA CHE SI ASCOLTA

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