domenica 17 luglio 2016

EDEN PERDUTO (HORION ENKY)


Lattine di birra vuote 
scivolano sul catrame,
prese a calci da ubriachi.
Città fatta di cemento armato, 
non nascono fiori tra i mille rumori,
odora di smog per chi la sta ad annusare.
Pulsa il cuore, batte note affaticate,
un orologio fa il suo dovere,
segna il tempo a chi lo sta a guardare.
Giochi di bimbi, un telefono tra le mani,
scandiscono parole scritte e poi inviate,
occhi persi su piccoli schermi
il mondo non sanno più vedere.
Viene la sera e le luci s’accendono, si attenua il rumore,
i telegiornali raccontano di sofferenza e dolori,
la vite scorre, la si lascia passare,
tutto diventa più grande all’ombra del sole.
Torri d’acciaio toccano il cielo, tra uccelli di latta
che lasciano scie fumanti, rubando la fantasia alle nuvole,
non creano più draghi per i visionari sognatori.
La città è sempre più un deserto,
si vive in oasi addobbate dai finti piaceri,
comprando cose fatte di plastica e silicone.
Una musica suona al ritmo delle percussioni,
ma non ha la sonorità di un tamburo tribale,
corpi tatuati e tutto diventa una norma
a cui tanti si vanno ad attenere.
La moda brucia i colori alla cadenza di una giornata,
infesta la nostra vita,
come una lattina di birra vuota,
presa a calci da ubriachi che la fanno scivolare sul catrame,
di un eden perduto e dimenticato.
Horion Enky

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