sabato 2 luglio 2016

BARBARA FRACASSO




Non ho mai avuto un cassetto dei ricordi, quelli in cui svuoti tasche, occhi e cuore, senza pensare, e li ritrovi solo qualche volta all'anno. Quando fa male.
Non ho mai avuto un cassetto per liberarmi.
Ho sempre lasciato i ricordi nei momenti, nei luoghi.
Sulle persone.
Per poi ritrovarli inciampando nelle mattonelle dissestate, nel colore di una parete o sulla pelle, mia e di qualcuno che è passato nella vita e ha deciso di restare. O andare.
Ho dimenticato ricordi sui comodini – come le chiavi la mattina quando sei di corsa e resti fuori tutto il giorno – rimanendo fuori dalla vita, dal pensiero.
Ne ho lasciato qualcuno nell'aria, quelli più difficili, quelli che si fa fatica a lasciar andare, in modo che mi potessero seguire e farsi riconoscere nella forma di una nuvola mentre siamo sdraiati a ridere dei tuoi capelli buffi. Che poi, li amo così tanto.
Ne trovi qualcuno nei miei blocchi improvvisi, quando gambe e braccia rimangono strette al corpo per non farmi cadere. Ma il respiro fa fatica.
Perché è difficile camminare, ci sono solo i piedi come appoggio.
Non ho mai avuto un cassetto dei ricordi, li ho sempre lasciati camminare nella vita.
Ne ho posato uno sui tuoi occhi, in modo da vederlo sempre.
Ci sono io.
Con te.

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