lunedì 4 luglio 2016

ANTONIO DELLA RAGIONE

La mattina indossi una camicia bianca,
la cravatta che non avresti scelto,
sfiorata appena,
penzolante assieme alle altre bisce...
Gli occhiali da pulire
ti ricordano l'ultimo cliente cha hai salutato ieri sera.
Pensi davanti allo specchio se grattarti ancora la bocca con il collutorio o lasciare che il sapore del caffè ti convinca a svestirti,
ad allentare tutti i nodi, non solo quello che ormai ha lasciato il segno intorno al tuo collo.
Ma hai le tue responsabilità, te lo dice il sole ferendoti dagli occhi socchiusi delle persiane.
Te lo dice il vento che del cuore fa quello che vuole...ne approfitta...
lo sente che oggi è così....sospeso.
Forse perché è Domenica e
per te, è solo Domenica.
Allora finisci il tuo rituale...
risistemi di nuovo il solito cappio ( hai un collo d'acciaio )
stringi meglio le stringhe,
guardi la foto di tuo padre ( lui è più sereno di te )
controlli le tasche con le solite chiavi,
svuoti la macchinetta del caffè con quel che è rimasto,
denso e amaro giusto per non farti dimenticare le tue responsabilità.
Lei è già in giro a pulire, a fare quattro chiacchere con il gatto,
i capelli sulle spalle le cadono irrequieti...la sua bocca è una pesca su un albero.
Chiude le porte dove dormono i figli, li lascia sognare ancora un po'...
Poi stacca la pesca dall'albero, viene a sfiorartela proprio dove finisce la bocca e comincia la guancia.
Allora ecco che tutto si dissolve...
adesso vedi più chiare le tue responsabilità ( diciamo pure priorità )
anche se l'orologio che hai di fronte, che sembra far finta di niente, ti sta già minacciando con le sue lancette.
a.d.r.

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia il tuo commento