martedì 12 luglio 2016

A LA FONTAINE (ANTONELLA CALVANI)


Il grillo disse un giorno alla cicala:
“Voglio cantare notte e dì, la vita è tanto amara!
Voglio cantare e non m'importa niente
se pel mio oziare mal mi giudica la gente!”
Rispose la cicala: “Hai ben ragione,
anch'io voglio cantar per tutta la stagione,
credo sian sagge assai le tue parole,
sdraiata voglio star tutta l'estate al sole
e me ne infischio di chi avrà da ridire
se mi sollazzo e mi rilasso con il mio frinire!”
La formichina saggia intanto lavorava
e sotto il sol leone di sudor grondava
per rifornir di cibo il suo rifugio
carica di pesi e senza indugio
andava su di un prato in lungo e in largo
per allestir d'inverno il suo letargo.
Giunse così la fine dell'estate,
cessò il gran caldo e le lunghe giornate,
il grillo e la cicala ancora sopra un ramo
flebile emettevano ora il lor richiamo,
stando così vicini cantavan sempre insieme
senza pensar al mondo e alle sue pene.
La formichina invece magra e affaticata
quasi invisibile adesso era diventata,
si trascinava alla sua tana lenta
ma per il suo operato assai contenta
perchè tante ne aveva ora di scorte
per affrontar l'inverno ormai alle porte.
Un dì in cui pian piano col carico suo andava
c'era sull'erba un bimbo allegro che giocava,
nel correre impetuoso egli forse
della formica stanca non s'accorse
ed ora sopra di quel piede l'orma
la povera formica par che dorma.
Finito è il suo via vai, la sua esistenza,
la lotta per la sua sopravvivenza,ù
svaniti son con lei i suoi sacrifici,
ma il grillo e la cicala, sopra il ramo, ancor cantano felici,
pur se breve sarà il lor vissuto
per quest'estate certo avran goduto.
Di questi eventi allora cerco il senso
e nel far ciò un poco a LA FONTAINE penso
che forse la morale ha scritto invano
perchè per la formica adesso lui è solo un ciarlatano. AC
(da Sogno d'infinito)

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