mercoledì 22 giugno 2016

TEATRO (PAOLA SVIBEN)

Maschera
mi indossi,
ti fondi
come cera liquida
sul mio viso.
Ti appartengo,
mi interpreti.
Innumerevoli forme
tu prendi,
infine realtà
racconti,
l'arcobaleno
tu rappresenti.
Come su una tavolozza
i colori mischi,
danze di corpi
balli,
musica di parole
canti,
or gaia,
or mesta,
giochi con i ruoli.
A ogni atto ti ritiri,
ti rifai il trucco
e di nuovo il palco calchi,
imprimendo l'orma
ad ogni battuta.
La trama è segnata,
la tua parte finita,
è ora che tu accolga il pubblico giudizio.
Che siano fischi
o applausi,
che sia la gabbia dei leoni
o lo stadio in festa,
tu sei lì,
sul bordo,
a sipario aperto,
sudando la pelle,
offrendo te stessa.
Ora, rendimi indietro il volto,
senza il mio sguardo a riempirlo
sei solo una marionetta
senz'anima.

La parola ai critici.

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