martedì 14 giugno 2016

DESIDERI (IRIS VIGNOLA)


Nascondeva lacrime innocenti, tra radicate infamie,
mostrando denti bianchi, in sorrisi smaglianti ed ammiccanti.
Pertugi, nella mente, circuivano pensieri,
simulando desideri, luccicanti come stelle,
ancorate a quel suo cosmo irriverente,
prigioniero d'ombra d'un disdicevole degrado
del suo alter ego, di quella che faceva e non pensava niente.
Di colei che rifiutava e viceversa, la sua parte di coscienza,
che tesseva, ricamava, rifiniva una vita alternativa,
rammendando solitudine e squallore, in vuoti enormi,
con l'ago di pazienza ed il filo di speranza.
Desideri impertinenti, timorosi di svanire, essa cullava,
fra lenzuola spiegazzate, che grondavano sudore,
corpi ignudi, misti a umori e ad odori, in rapporti sempre uguali.
Mille amanti frettolosi, mille volti sconosciuti,
non colmavano il ricordo di quell'ora ch'hanno avuto,
nel lasciar la propria impronta, poi dissolta, in un minuto,
sopra il letto saturato del veleno del peccato,
fomentato dal martirio d'un orgasmo esasperato.
Desideri irrefrenabili e impetuosi,
affrancatisi da pene del suo viver licenzioso,
sconfinando e rinnegando ogni traccia di serpente
che, strisciante, rifugiava nella tana bistrattata
e infecondata, dall'amore ripudiato e crocifisso.
Desideri ch'hanno vinto,
nello smetter di giacere fra le braccia di nessuno
e nel cogliere il volere, quel recondito, sol uno,
quel dettato dalla voglia di riscatto del suo ego,
nel riflesso d'esistenza, intrappolato, in quel laido passato.
09-06-2016

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