mercoledì 15 giugno 2016

CHIAROSCURO NEL VERMIGLIO DI PAOLA BOSCA (LIBRO)

RECENSIONE DEL LIBRO “IL VENTRE DELLA LUNA” DELLA GIORNALISTA FIORELLA CAPPELLI.
(Mensile della rivista “Leggere tutti” Settembre 2015)
Addentrarsi nei versi della poesia di Paola Bosca equivale a leggere un romanzo traboccante di storie vissute che trasudano anima. La silloge apre con un inno alla vita che l’autrice dedica all’amata figlia/una sera d’estate/ingravidai d’amore/un foglio bianco./ nove mesi dopo sei nata tu/. E’ ricorrente il ventre, nella poesia della Bosca, ventre quale simbolo di fertilità, m

a anche come emblema della madre terra, come luogo di vita e di dolore, sacralità di Donna. Si viene rapiti dalle “Poesie Notturne” che albergano “Nel ventre della Luna” e che la poetessa sapientemente mette il luce attraverso la sua anima dagli argentei riverberi. I versi, liberi, respirano ed il loro respiro penetra ed alimenta la storia di vite vissute, di sogni anelati, di amare certezze, rimpianti e dolori di viscerale amore di madre, di tempre di donna dal cuore di bimba che nasce e muore in ogni nuovo giorno, che attende la luna...complice la notte. Una poetica tangibile, pregna di carnalità che si lascia apprezzare attraverso i brividi avvertiti sulla pelle poichè coinvolge e conduce per mano il lettore ad abbracciare storie di momenti “di-versi”, fatti di “Un giorno qualunque”.../Gravida di nuvole scure/e torrenti di fuoco/...borbottii dell’anima, fianchi che ancheggiano e tacchi alti, sguardi maliziosi e capelli al vento...femminilità e consapevolezza di Donna. Ogni lirica ha una trama, è un racconto di vita, una perla delle trecentotrentasette che compongono la lunga collana al collo della luna.
Con una poesia diretta, esplicita, sensuale, a tratti irriverente, ma sempre elegante, padrona del suo tempo, la Bosca ci permette di entrare nella poesia nel mentre che prendeforma, ce ne svela i dettagli, le imperfezioni sotto la pesante armatura che lascia cadere ai piedi di una simbolica montagna da scalare, volta al raggiungimento della vetta per poi ballare con la luna; “SEI TU”.../sempre tu/scrive nei suoi versi,/protagonista della tua vita/che dai corpo al tuo giorno./ e questo corpo, unito alla leggerezza dell’anima, alla profondità dello sguardo Paola Bosca riesce a tramutarlo in poesia, ad essere lei stessa poesia “la poesia è il mio pane quotidiano” è questo il suo autografo, una dedica d’amore esplicita rivolta alla poesia e riportata dopo la prima pagina della copertina.
Uno sguardo è rivolto all’omaggio doveroso che la poetessa fa al vernacolo romanesco attraverso due poesie e tre racconti brevi per arrivare alla chiusa di sei aforismi, perle di saggezza dentro le quali immergersi, a sigillare con una “Massima” il tutto. Con la prefazione di Sara Lucertoni, un tomo accuratamente impaginato, impreziosito da oniriche immagini grafiche a colori di DanyR e dipinti surreali.
info: ass.irumoridellanima@gmail.com

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