mercoledì 15 giugno 2016

CHARLES MECCHARLES




A guisa del divin confine
tra l'infinito ciel e realtà,
dell'eterno dondolio del mar
che sulla battigia s'accascia,
entro e non oltre il caos:
un indice puntato!
Poi
in quell'indicazione,
ci saran tutte le cose dell'esistenza,
il bene e male d'alterna virtù,
ci sarà la morte e la vita avvinghiate
e l'amor che sboccia con dolor.
Come monito perenne
d'un supremo comando
c'immergeremo nella sabbia,
ascoltando la melodia dell'onda,
il lieve accarezzar sull'ossuta pelle,
il lieve gorgoglio della risacca.
C'inoltreremo
in tempeste e tifoni
ascoltando voci dall'oscuro verbo,
disegnando quadri con il rosso del fuoco
le note dell'apocalisse balleranno sul capo
e del confin s'apriranno le porte.
E sarà del caos l'apoteosi:
tempo che il bimbo rientra,
che i fiori s'incendino di colori,
le grida s'infiammino in carezze
e come colomba voli la verità!
Noi,
qui,
ora e sempre,
a vegliar sul confin
tra terra e mare,
nell'eterna lotta tra il bene ed il male.

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